Cara Sania,
come stai? Come vanno gli studi? Spero bene. In questi giorni sono accadute diverse vicende, alcune che mi hanno colmato di gioia ed altre che hanno causato solo dolore e disperazione per molte persone.
Questa domenica è stato un giorno che non saprei definire, perché contemporaneamente ho festeggiato il mio compleanno e si è celebrato il funerale di una mia amica, una ragazza di tredici anni. Francesca aveva un tumore che ha sopportato per quattro anni della sua vita. Alla fine della terza media il brutto male inizio' a retrocedere ma quando lei ha cominciato a frequentare il liceo musicale la malattia si è aggravata a vista d'occhio. Francesca iniziò a fare molte assenze e poi incomincio' a non poter andare più a scuola. Dopo una settimana di assenze a scuola ci riferirono che Francesca non c'era più. Marica e Sonia, le mie sorelle, erano sue amiche e quando seppero della sua mancanza non riuscivano a smettere di piangere. In questi giorni hanno pensato molto a Francesca. Quando sono passata sotto casa di Francesca, ho visto tanti manifesti per lei e per i suoi genitori; c'era anche una poesia scritta da Don Ciro, il parroco della mia chiesa e Don Pietro, che conoscevano da anni la malattia di Francesca e da anni spingevano i genitori a non darsi mai per vinti e a continuare questa lotta. Marica e Sonia con un'altra amica sono andate ai funerali. Nella chiesa di Don Pietro c'era tanta gente; molti non conoscevano nemmeno Francesca, ma capivano il grande dolore del perdere una figlia. Al funerale c'erano tutti gli amici e insegnanti di Francesca, il professor Galibardi, la Preside e tutti i docenti che conoscevano questa ragazza. In chiesa c'era anche il suo cagnolino in braccio alla cuginetta di Francesca, e sembrava che anche lui capisse che la sua padroncina non c'era più. Sui volti dei genitori c'era tutto il dolore vissuto in questi anni e la consapevolezza che non potranno mai più riabbracciare la loro figlia e penso che non potranno mai ritornare a sorridere con quella felicità di chi ha ancora la gioia dell'avere una figlia. Io penso soprattutto ai loro, a come potranno continuare a vivere: prima avevano la figlia che li spingeva a continuare e a non mollare, ma adesso lei non c'è più.
Cara Sania, in questi giorni ho pensato molto a Francesca e mi sono venute in mente tutte le volte che la vedevo, quando non riusciva a camminare e per farlo si aiutava con le amiche o con le stampelle, tutte le volte che indossava copricapo e cappelli per coprirsi la testa, ma ricordo anche che la vedevo sempre sorridere, anche quando non ce la faceva neanche a stare in piedi. Quando penso a questi momenti, l'unica cosa che riesco a fare è piangere ma poi penso a quanto lei sia stata forte: nemmeno quella orribile e spaventosa malattia le ha tolto il sorriso e la voglia di andare a scuola e di essere felice insieme ai suoi amici.
Di una cosa sono certa, che non dimenticherò mai Francesca e il suo sorriso.
Ora mi accorgo che ti ho scritto a lungo, e non certo del mio compleanno. Ti saluto e, mi raccomando, scrivimi presto! Baci e un grande abbraccio dalla tua adorata cuginetta Benny. Ti voglio bene.<3 Benny.
come stai? Come vanno gli studi? Spero bene. In questi giorni sono accadute diverse vicende, alcune che mi hanno colmato di gioia ed altre che hanno causato solo dolore e disperazione per molte persone.
Questa domenica è stato un giorno che non saprei definire, perché contemporaneamente ho festeggiato il mio compleanno e si è celebrato il funerale di una mia amica, una ragazza di tredici anni. Francesca aveva un tumore che ha sopportato per quattro anni della sua vita. Alla fine della terza media il brutto male inizio' a retrocedere ma quando lei ha cominciato a frequentare il liceo musicale la malattia si è aggravata a vista d'occhio. Francesca iniziò a fare molte assenze e poi incomincio' a non poter andare più a scuola. Dopo una settimana di assenze a scuola ci riferirono che Francesca non c'era più. Marica e Sonia, le mie sorelle, erano sue amiche e quando seppero della sua mancanza non riuscivano a smettere di piangere. In questi giorni hanno pensato molto a Francesca. Quando sono passata sotto casa di Francesca, ho visto tanti manifesti per lei e per i suoi genitori; c'era anche una poesia scritta da Don Ciro, il parroco della mia chiesa e Don Pietro, che conoscevano da anni la malattia di Francesca e da anni spingevano i genitori a non darsi mai per vinti e a continuare questa lotta. Marica e Sonia con un'altra amica sono andate ai funerali. Nella chiesa di Don Pietro c'era tanta gente; molti non conoscevano nemmeno Francesca, ma capivano il grande dolore del perdere una figlia. Al funerale c'erano tutti gli amici e insegnanti di Francesca, il professor Galibardi, la Preside e tutti i docenti che conoscevano questa ragazza. In chiesa c'era anche il suo cagnolino in braccio alla cuginetta di Francesca, e sembrava che anche lui capisse che la sua padroncina non c'era più. Sui volti dei genitori c'era tutto il dolore vissuto in questi anni e la consapevolezza che non potranno mai più riabbracciare la loro figlia e penso che non potranno mai ritornare a sorridere con quella felicità di chi ha ancora la gioia dell'avere una figlia. Io penso soprattutto ai loro, a come potranno continuare a vivere: prima avevano la figlia che li spingeva a continuare e a non mollare, ma adesso lei non c'è più.
Cara Sania, in questi giorni ho pensato molto a Francesca e mi sono venute in mente tutte le volte che la vedevo, quando non riusciva a camminare e per farlo si aiutava con le amiche o con le stampelle, tutte le volte che indossava copricapo e cappelli per coprirsi la testa, ma ricordo anche che la vedevo sempre sorridere, anche quando non ce la faceva neanche a stare in piedi. Quando penso a questi momenti, l'unica cosa che riesco a fare è piangere ma poi penso a quanto lei sia stata forte: nemmeno quella orribile e spaventosa malattia le ha tolto il sorriso e la voglia di andare a scuola e di essere felice insieme ai suoi amici.
Di una cosa sono certa, che non dimenticherò mai Francesca e il suo sorriso.
Ora mi accorgo che ti ho scritto a lungo, e non certo del mio compleanno. Ti saluto e, mi raccomando, scrivimi presto! Baci e un grande abbraccio dalla tua adorata cuginetta Benny. Ti voglio bene.<3 Benny.
(post a cura di Benedetta Bianco)
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